Rivista internazionale di letteratura

La sparuta progenie di Kalev. Canto primo.

CANTO PRIMO

. . .
Viveva a Settentrione una famiglia,
Possente, una tenuta si estendeva
Sull’orlo del querceto di Taara,
Nascosta per metà nella foresta
L’altra metà nella radura aperta.

Crescevano in famiglia tre rampolli
Del dio Taara, tre ragazzi belli.
Uno di loro in Russia se ne andava,
Un altro dritto verso la Norvegia,
Ed il terzo su un’aquila montava,
Sull’ala dell’uccello boreale.
Il primo, quello che la Russia scelse,
Divenne in Russia prospero mercante,
Di pizzi e di merletti fabbricante.

Quello che corse su fino in Norvegia
Crebbe là qual guerriero valoroso,
Abilissimo fu con la sua ascia.
Quei che montò dell’aquila sul dorso,
Sull’ala dell’uccello boreale,
Volò a lungo, planò distanze immense
Volò per primo verso Meridione,
Poi si volse e volò verso Levante,
Sorvolò tutto il mare di Finlandia,
Sorvolò tutto il mare d’Occidente,
Ed il mare di Viru sorvolò,
Finché, seguendo l’ordine del fato,
Obbedendo ad un ordine divino,
Su un’alta roccia, l’aquila quell’uomo
Sulle rive di Viru abbandonò.

E subito che qui da noi fu giunto
Comunità civile vi fondò,
Un esteso podere stabilì,
Una comoda casa costruì.
Da lì con mano forte e molto salda,
Tutte le vaste terre dominò.
Nient’altro qui nelle contrade nostre,
Nelle marcite nostre senza fine,
Ciò che resta di nostre gesta antiche
Ci hanno detto di quel vegliardo Kalev,
Di come scese giù fra mezzo a noi.
E di come partì per cercar moglie,
Una giovane sposa a domandare,
È racconto segreto che ci è giunto
Dalla terra di Pskov ereditato.
Eccovi dunque come lo cantiamo,
In lingua d’oro noi lo proclamiamo.




Titolo della rivista: La sparuta progenie di Kalev
Lingua di origine: Estone
Paese di origine: Estonia
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